La produzione “Berbos de Tramas – Rituali Artistici” è un progetto profondamente sostenibile, nato dal desiderio di dare nuova vita a materiali di recupero e di scarto. In questo percorso è stata fondamentale l'influenza dell'artista Maria Lai, punto di riferimento imprescindibile per la mia ricerca espressiva.
Ogni opera è unica e irripetibile, proprio come le emozioni che accompagnano il momento della sua creazione.
Attraverso questi lavori racconto storie a chi desidera ascoltarle; apro la mia anima a chi sceglie di leggerla e di lasciarsi trasportare in mondi fatti di miti, sogni, memoria e ricordi.
Le opere che appartengono a questa linea prendono il nome di quadri tessili emozionali. Nascono spesso da un'intuizione improvvisa e da un profondo bisogno di dare forma a sensazioni generate da esperienze vissute, luminose o dolorose. Materia, colore, contrasti e parole si intrecciano in composizioni che ricordano pagine di un diario interiore: intime e personali, ma al tempo stesso aperte allo sguardo e all'interpretazione di chi le osserva.
Negli anni questa ricerca si è evoluta ampliando il proprio linguaggio e dando vita a nuovi progetti, come Nàra e S'Ogu e su Coro. In queste opere il ricamo diventa gesto narrativo e rituale, mentre il concetto di talismano assume un ruolo centrale. Ogni segno nasce da un approfondito studio dei simboli della tradizione sarda e viene reinterpretato in chiave contemporanea, trasformandosi in un linguaggio personale capace di custodire memoria, identità e protezione.
Il filo, elemento ricorrente della mia ricerca, non unisce soltanto i materiali, ma intreccia storie, esperienze e significati. Il ricamo diventa così una scrittura silenziosa, un alfabeto artistico attraverso il quale ogni simbolo racconta una storia e ogni opera si trasforma in un oggetto carico di energia, capace di instaurare un dialogo intimo con chi la incontra.
Ciò che più mi affascina è osservare come ogni persona entri in relazione con l'opera e vi riconosca emozioni e significati diversi. La lettura del lavoro non deve necessariamente coincidere con quella dell'artista: ogni interpretazione amplia il racconto e diventa parte viva dell'opera stessa.